Acqua piovana: l'oro trasparente che viene dal cielo

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La filosofia ecofriendly e le esigenze di abbattere gli sprechi di un bene primario come l'acqua, portano a rivalutare le caratteristiche e gli usi dell'acqua piovana, che deve la sua principale peculiarità al fatto che è priva di calcare e povera di sali minerali.

 

L'acqua piovana viene generalmente raccolta ed usata per l'irrigazione dei campi e per il reintegro delle acque sotterranee nelle zone dai climi aridi e semi-aridi caratterizzati da scarse precipitazioni. In alcune zone del mondo devastate dalla siccità le popolazioni confinanti affrontano delle vere e proprie lotte per avere accesso a questa risorsa primaria, che per la sua preziosità viene definita oro blu. Il recupero delle acque piovane sta diventando necessario anche in Italia poiché negli ultimi anni si sta affrontando una crescente siccità per la riduzione delle precipitazioni (deficit pluviometrico annuo del 27%). Il fenomeno del surriscaldamento globale ha portato all'incremento della temperatura terrestre a causa della grande concentrazione di anidride carbonica. Tra le conseguenze del surriscaldamento globale ci sono lo scioglimento dei ghiacciai artici e l'aumento del volume degli oceani. In questo contesto la temperatura anomala degli oceani provoca sempre più spesso episodi di siccità associati al calo delle precipitazioni. Gli studi che hanno monitorato i temporali mondiali stimano una media di circa 760 episodi annuali, con maggiore coinvolgimento della fascia tropicale.

Come si preserva l'acqua piovana

La raccolta delle acque piovane si pratica in Italia, anche se lo Stato non ha reso obbligatoria questa forma di riciclo per combattere la siccità durante i mesi estivi. Ultimamente, le giunte comunali di alcune città italiane, durante l'estate, propongono delle ordinanze mirate a limitare il consumo di acqua, in modo tale da affrontare la penuria delle reti idriche, in gran parte dovuta a gravi perdite di acqua potabile. Visti i tanti vantaggi economici e morali che si possono ottenere dal riciclaggio delle acque piovane, per incentivare tale pratica alcuni comuni offrono delle agevolazioni fiscali a chi installa sistemi di recupero della pioggia. Tra le altre misure con cui si cerca di sensibilizzare la popolazione, vengono proposti dagli architetti, attenti alle questioni ambientali, progetti di nuove costruzioni con impianti di raccolta della pioggia. Negli ultimi anni sul territorio nazionale stanno prendendo piede serbatoi in polietilene blu o grigi per la raccolta di acqua piovana per aumentare l'autonomia locale dalla rete idrica.

 

ALCUNI ESEMPI DI SERBATOI PER ACQUA PIOVANA

 

Agli strumenti di raccolta pubblica si affiancano quelli privati per uso domestico ed irriguo. Sono sempre di più le persone che realizzano una cisterna da giardino o da balcone all'interno della quale avviene lo stoccaggio delle acque atmosferiche. Grazie a strumenti di immagazzinamento come questo si ottiene un buon risparmio in bolletta. In particolare modo si è notato come si riescano a ridurre le spese nel lungo tempo, quando si sotterra un serbatoio da 50 mila litri.

A dispetto di quello che è il pensiero comune, il denaro speso per l'installazione e la manutenzione può essere recuperato nel corso degli anni mentre, nel breve tempo, si incomincerà a ridurre il consumo idrico. Gli impianti più innovativi e grandi prevedono il costo elettrico della elettropompa, che può essere pareggiato dalla spesa dell'acqua consumata; in linea di massima però esistono mezzi di raccolta più semplici e quindi più economici ( ad esempio secchi e bidoni). L'acqua piovana raccolta può essere utilizzata per lavare piatti e stoviglie, pavimenti, sanitari. In virtù della sua carenza di calcare eviterebbe la formazione di depositi biancastri e per questa ragione, risulterebbe assai indicata nella manutenzione degli elettrodomestici. L'uso principale dell'acqua della pioggia è quello di innaffiare l'orto ed il giardino, proprio come madre natura ci insegna. Portata ad ebollizione, l'acqua piovana può essere impiegata per lavare indumenti e per l'igiene personale, è opportuno però non raccoglierla in zone soggette ad inquinamento da smog, come ad esempio nelle città, altrimenti potrebbe risultare pericolosa per la salute umana.

Solo in casi estremi si può bere l'acqua piovana, ma è sempre meglio purificarla e questo servirà per abbattere la presenza di sostanze tossiche dovute principalmente all'inquinamento atmosferico. Si precisa però come la qualità dell'acqua proveniente direttamente dalle nuvole non sia eccezionale dal punto di vista nutritivo, visto che quest'acqua manca di sali minerali essenziali per l'organismo. La pioggia ha un pH leggermente acido di circa 5,6, ma in alcune aree può essere persino più acida e raggiungere un pH compreso tra 4 e 4,6. Sono responsabili delle piogge acide i fossili che rilasciano biossido di zolfo ed ossidi di azoto in aria, che si trasformano in acido solforico ed acido nitrico. Queste sostanze sono altamente inquinanti e sono provocate soprattutto dalle emissioni provenienti da fabbriche e dagli scarichi delle automobili.

Le piogge molto acide danneggiano l'ambiente e le colture, deteriorano fabbricati e beni, inquinano l'acqua potabile e possono provocare problemi respiratori alla popolazione. A titolo puramente informativo, se volete sapere come abbassare il pH dell'acqua, soprattutto se possessori di acquari, si impiegherà la torba che rilascia acidi umici, ossia composti fenolici e derivati dell'acido gallico, ricavati dalla degradazione delle lignine, che legano i metalli pesanti, riducendo la tossicità. Si considera come questi acidi umici reagiscono con composti basici presenti nell'acqua e danno origine a sali. Si può trattare un'acqua con torba per portare il pH sotto il limite di 7.2-7.3, ma anche per stabilizzare il suo valore; la torba presenta infatti un effetto addolcente sottraendo ioni calcio, magnesio e bicarbonati.

Come si recupera l'acqua piovana

Come mezzo di raccolta domestica può essere usato un secchio oppure dei bidoni, il più possibile puliti per evitare che si sporchi il liquido. Utilizzando questo sistema, le acque metereologiche potranno essere impiegate in agricoltura per irrigare orti, ma anche giardini composti da fiori che richiedono un PH più elevato, come ad esempio le orchidee.

Si raccomanda di far scorrere la pioggia per qualche ora e poi raccoglierla perché all'inizio appare più sporca per la concentrazione di residui sul fondo del contenitore di raccolta. Per la stessa finalità, si potrà sfruttare le gronde delle abitazioni per immagazzinare riserve idriche, grazie alla pioggia, l'importante è che questi elementi non siano realizzate in amianto, fatto assai comune, nelle case più antiche. Con una semplice modifica sarà inoltre possibile far passare le acque di origine atmosferica all'interno di uno o più serbatoi installati alla base degli edifici e disporre di acqua in maniera gratuita ed ecologica.

Per fare questo si deve posizionare una canalina di scolo e valutare la giusta pendenza che favorisca il regolare deflusso delle acque meteoriche. Un buon sistema di canalizzazione contrasterà l'ostruzione delle grondaie ed i fenomeni di stagnazione, impedendo le infiltrazioni di acqua piovana, spesso responsabili dell'umidità sui muri interni. Per scongiurare l'intasamento dei canali di gronda, causato da accumuli di foglie ed altri residui, si posizionerà una griglia di chiusura oppure una rete di protezione, in modo da scongiurare questo problema.

Bisognerà eseguire qualche operazione di routine per stoccare l'acqua correttamente nei serbatoi. Infatti, prima che l'acqua piovana entri in cisterna verrà filtrata attraverso un filtro. E' buona regola collocare un primo filtro depurativo nelle tubazioni di convoglio delle acque e installarne un secondo al livello della cisterna. La filtrazione evita che passino detriti e corpi estranei nel serbatoio che formerebbero un sedimento che potrebbe alterare la qualità dell'acqua ed intasare il sistema di pompaggio. Prima che giungano in cisterna, le piogge defluite nelle prime fasi della precipitazione vengono immesse nei deviatori di acqua da esterno oppure da interro. Quando l'acqua giunge sul fondo della cisterna può risentire del sollevamento di eventuali detriti depositati sul fondo, per ovviare a tale conseguenza si monta una vasca di calma, che rallenta la fuoriuscita di acqua nella cisterna.

Stoccare l'acqua con serbatoi da esterno o da interro.

Un impianto idrico prevede generalmente all'interno del serbatoio la presenza di un sistema elettrico di aspirazione che, tramite una centralina, controlla la quantità di acqua presente e consenta l'allacciamento alla rete idrica domestica in caso di esaurimento della riserva pluviale. Il prelievo di acqua piovana accumulata avviene tramite una pompa autoadescante o sommersa elettrica, anche se possono essere usate anche pompe autonome con pannello solare fotovoltaico. In alternativa alla pompa elettrica si può sfruttare la pendenza delle tubazioni, attraverso la naturale inclinazione del terreno. Utilizzando questo sistema si taglierebbero i costi energetici legati all'impiego dell'elettropompa.

Eventualmente, se vi è dello spazio tra pompa di aspirazione e la cisterna si può aiutare l'azione della centralina di pompaggio, impiegando una pompa sommersa ausiliaria, posizionata al posto del filtro di aspirazione. Attraverso questo sistema, l'acqua viene così immessa nella rete idrica di wc, lavatrice, tubazioni esterne all'abitazione. Alcuni impianti prevedono un sistema di reintegro automatico secondo cui l'acqua di rete che si attiva soltanto quando si esauriscono le acque meteoriche.

 

ALCUNI ESEMPI DI POMPE SOMMERSE

 

Processi di potabilizzazione

Le acque piovane raccolte vengono trattate con moderne apparecchiature che permettono di filtrarle per acquisire caratteristiche simili all'acqua distilla. L'acqua piovana può essere resa potabile con un processo di purificazione impiegando iodio oppure cloro da addizionare nella giusta percentuale. Un metodo di purificazione più pratico ed economico consiste nel far bollire il liquido per eliminare residui, impurità ed agenti patogeni infettivi. Dopo aver purificato le acque piovane si procede con il filtraggio a più strati, ma solo dopo aver lasciato decantare il liquido per 12 ore, lontano da agenti contaminanti.

E' solo questo tempo di “riflessione” che permetterà all'acqua di essere considerata potabile. Il processo di potabilizzazione dell'acqua permette di purificarla con operazioni di correzione di natura fisica e chimica per eliminare le sostanze contaminanti ed ottenere un tipo di acqua per il consumo domestico e per l'irrigazione. La potabilizzazione, che è una procedura abbastanza costosa, conferisce al liquido caratteristiche organolettiche (sapore, odore, colore, torbidità) e chimico-biologiche come la durezza dell'acqua, la strutturazione organica ed infine la disinfezione (depurazione batteriologica da germi).

Si ricorda inoltre che per rendere le acque potabili si eseguono trattamenti di:

  • sedimentazione,
  • coagulazione,
  • filtrazione,
  • aerazione,
  • trattamento con carbone attivo,
  • addolcimento,
  • sterilizzazione.
Scritto da Demshop

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Leggere le opinioni di chi ha comprato un serbatoio per acqua può rivelarsi molto utile per scegliere il modello più giusto, a seconda dell'utilizzo che ne dobbiamo fare.

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