soffitto grande
 

Parlare di cisterna significa fare riferimento ad un apposito contenitore adibito a contenere acqua ed altri tipi di fluidi. Questi contenitori hanno da sempre avuto un ruolo importantissimo per la sopravvivenza di intere popolazioni in quanto, specialmente in zone particolarmente aride, servivano per assicurare disponibilità di acqua. Molto conosciute sono le cisterne polietilene conosciute anche come cisterne in PVC costruite cioè con una materia plastica che oltre ad essere molto comune è anche molto sfruttata. Talvolta, però, capita che per una questione di capienza e voluminosità le cisterne in polietilene non siano sufficienti e per questo quando si vuole tanta acqua diventa necessario l’utilizzo delle cisterne interrate per acqua reflua.

Le cisterne sono utilizzate per vari e distinti scopi. In primis quando si pensa ad una cisterna la si collega in maniera immediata con la conservazione di acqua potabile ma è bene capire che una cisterna interna non va bene per questo. Scopo ulteriore è il recupero dell’acqua piovana proveniente dalle grondaie al fine di utilizzarla per risparmiare sulle bollette. Ancora l’acqua proveniente dalla pioggia può essere recuperata e poi sfruttata, ad esempio, nell’agricoltura. Si parla, in questi casi, del cosiddetto serbatoio per acqua piovana. Da chi è utilizzata generalmente una cisterna? Può essere utilizzata da chiunque ma è importante sapere che molto spesso determinate istallazioni di cisterne richiedono una conoscenza di regole e modi di posizionamento. Proprio per questa ragione si usa dire, in un gergo simpatico, che una cisterna sia prevalentemente utilizzata dal cisternante.

Qual è la giusta distanza del serbatoio dal fabbricato?

Prima di posizionare un serbatoio per la raccolta di acqua nei pressi di un fabbricato è necessario conoscere le regole e le disposizioni di legge che esistono a riguardo.

 

Esiste una norma a proposito?

La risposta è affermativa in quanto l’articolo 889 del codice civile dal titolo “Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi” stabilisce che la distanza delle cisterne dai fabbricati debba essere di almeno 2 metri.

A quale profondità interrarlo?

Innanzitutto prima installazione bisogna verificare che da un punto di vista strutturale il suolo possa ritenersi idoneo. Solo a questo punto sarà possibile procedere con le dovute osservanze concernenti anche le caratteristiche specifiche dei diversi serbatoi. Lo scavo dovrà essere effettuato con una profondità che mantenga una copertura massima di 60cm dalla sommità del serbatoio. C’è una legge specifica? E’ possibile affermare che la normativa a riguardo è piuttosto copiosa e comprendente diverse leggi per l’interro. Una legge specifica manca in quanto, come già detto, la scelta discrezionale deriva dalla necessità di valutare di volta in volta distinti parametri come l’idoneità del suolo oppure le caratteristiche dei singoli serbatoi.

Tra gli obblighi imposti, inoltre, non vi è quello di censire il manufatto ma piuttosto quello di avere una specifica autorizzazione a farlo. In linea di massima questa autorizzazione deriva da un comune accordo stabilitosi tra distinti enti quali il comune, il genio civile e la comunità montana con la consulenza di alcune figure come il geologo o l’ingegnere per i calcoli del cemento armato. Opportuno, inoltre, è che venga eseguito un test sul ferro e sul calcestruzzo. Come è stato già sottolineato nei paragrafi precedenti esistono a riguardo moltissime leggi.

Se da un lato questo risulta essere positivo per una corretta regolamentazione dall’altro lato è negativo poiché gli iter eccessivamente lunghi contribuiscono solamente a rallentare la diffusione di questa pratica verde e sostenibile. Una particolare attenzione deve essere rivolta soprattutto a quelle cisterne che si occupano della raccolta di acqua potabile tenendo conto della grandissima rilevanza che in questo ambito hanno le misure igieniche. E’ necessario che si costruisca un sistema che impedisca all’acqua di entrare in contatto con la luce onde evitare che questa diventi malsana e quindi non potabile. E’ proprio questa la ragione per cui molti decidono di posizionare le cisterne per acqua potabile in luoghi piuttosto nascosti e scuri al fine da poterla preservare.

Molti ritengono che l’utilizzo del cloro per la pulizia della cisterna sia la migliore soluzione per renderla pulita ed allo stesso tempo disinfettata. In realtà, però, pensare di mettere il cloro da piscina per pulirla è una vera sciocchezza in quanto si tratta di una sostanza altamente chimica e nociva. Vero è, però, che una perioda pulizia risulta necessaria. Per questo motivo si può optare per pulirla a fine stagione con uno sgrassatore, lasciandola invece totalmente vuota nel periodo invernale. Quando fa eccessivamente freddo è fondamentale ricordare che se sta fuori ghiaccia e si spacca tutta, soprattutto il rubinetto in plastica.

Nel periodo estivo è necessario lasciarlo chiuso onde evitare possano entrare zanzare o altri tipi di insetti. I materiali utilizzati per realizzarle sono molteplici. Quelli più sfruttati sono i lamierini di acciaio, le resine sintetiche o la vetroresina.
Esistono anche cisterne in cemento armato. Si tratta, per l’esattezza, di cisterne per raccolta acque prefabbricate. Molti tentano dii realizzare le cisterne fai da te. Si tratta di un’operazione estremamente complicata che nella maggior parte dei casi richiede l’intervento di una mano esperta. Si pensi, ad esempio, alla grande importanza che assume l’impermeabilizzazione che se non fatta correttamente conduce a disastrose conseguenze.

Come viene realizzata tale impermeabilizzazione?

Si segue uno specifico procedimento. Internamente, come anche per i serbatoi adibiti a raccolta di acqua potabile, si utilizza un intonaco di malta di cemento grasso ed esternamente viene usata una guaina bituminosa e qualcosa a protezione della guaina, necessaria alla durevolezza dell’opera. Nelle riprese di getto, inoltre, diventa importantissimo non dimenticarsi assolutamente del waterstop, da utilizzare soprattutto nello spazio tra platea e pareti. Per costruire una cisterna di raccolta acqua da soli diventa necessario fare delle verifiche eccessivamente delicate. Al collaudo o in riparazioni la vasca deve essere piena senza terreno di riempimento esterno. In esercizio è necessaria vasca piena e vasca vuota più il terreno. Per interrare una cisterna esistono specifiche fasi.

La prima fase è naturalmente quella dello scavo, seguito poi dalla gettata magrone, dal montaggio della gabbia in ferro e dal getto platea. Solo successivamente si passa alle fasi ulteriori quali il montaggio delle gabbie per pareti, il montaggio delle casseformi, la messa del giunto per tenuta fra platea e parete ed infine il getto finale.

Il tutto va vibrato molto bene per poi passare alla realizzazione e successiva intonacatura del solaio. Il finale rivestimento della cisterna deve essere fatto utilizzando dei prodotti appositi e scelti con corretti parametri e requisiti di qualità. Qualunque cisterna deve avere un sistema di scarico per quando è piena e continua a riempirsi. Per irrigare un prato c’è bisogno di azione molto esigente e dispendiosa. Basti pensare che uno da 500 litri è appena sufficiente, forse, e per nemmeno due irrigazioni. Per un piccolo orto la quantità di acqua necessaria è comunque troppa, tipo 20/30 mila litri di acqua per un’estate. Occorrerà un’autobotte per averne altra e sopperire al bisogno stagionale.

Quali mezzi e strumenti occorrono per posizionarlo bene?

Innanzitutto è necessario un trapano, delle rondelle in plastica, della carta abrasiva, un metro, dei tubi di ferro, delle valvole di raccordo ed un galleggiante.

I costi si possono ammortizzare?

Dipende molto dalla regione. Di sicuro il sistema di recupero acque è un servizio ecologico e quindi soggetto a detrazioni. Esistono anche dei serbatoi con la pompa che si considerano più semplici perché è tutto incluso e si risparmia molto sulla mano d’opera per fare i collegamenti, a meno che non si sia già esperti in termoidraulica. Una pompa può anche essere mimetizzata sul piano estetico tramite l’uso di rampicanti.      

Scritto da Demshop

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