Si tratta di un sistema per irrigare le piante di casa, che si monta sul muro, utile in tutte quelle case sui cui balconi non sono presenti ne prese elettriche e ne rubinetti d'acqua.

Questo tipo di pompe sono abbastanza pubblicizzate online, ma per vedere se funzionano davvero è sempre meglio sperimentarlo di persona.

La caratteristica principale di questa pompetta idrica è quella di riuscire a sollevare l'acqua, raccolta in un serbatoio, sfruttando l'energia proveniente dal sole. Attraverso un pannello solare, posto sulla superficie esterna di questa mini pompa, è possibile movimentare ad esempio la pioggia raccolta in una cisterna da 100 litri, posizionata in giardino o sul balcone, e quindi impiegarla per bagnare le proprie piante di casa.

Questo dispositivo risolve il problema di dare l'acqua alle piante, senza essere costretti a lasciare un rubinetto dell'acqua aperto e correre il rischio di trovare al rientro una casa allagata..e i vicini di casa pronti a chiedere un risarcimento danni.
Un sistema di irrigazione automatico, collegato ad un rubinetto di casa, spaventa molte persone, al punto da rinunciare ad installarlo, anche se ne avrebbero decisamente bisogno quando partono per le vacanze e non vogliono far morire le piantine sul balcone.

Il caldo estivo è un problema serio se tenete alla sopravvivenza delle piante in giardino e non volete che muoiano per carenza d'acqua. La piccola pompa solare per irrigare piccoli giardini e terrazzi con un numero limitato di piante può essere la giusta soluzione, ad un costo contenuto. Va usata abbinata ad un serbatoio con capacità di 100 litri.

Caratteristiche della pompa  

La maggior parte delle pompe a funzionamento solare dispone di un timer integrato, utile per programmare la fuoriuscita d'acqua attraverso i tubi, nell'intervallo di tempo prestabilito. L'accensione e lo spegnimento del prodotto è reso possibile dall'energia prodotta da un alimentatore a pile che contiene, di solito, quelle di formato AA, nella versione "ricaricabile".

Il funzionamento delle pile avviene grazie all'energia accumulata dal pannello solare che ricaricherà di volta in volta le pile, riuscendo così ad attivare la pompa.

All'interno della confezione ci sarà un tubicino, che servirà per portare l'acqua verso i vasi e dei bastoncini, che fungeranno da sostegno per mantenere il tubo rialzato e, una volta forato, posizionarlo in corrispondenza della porzione di terreno che vorremmo irrigare, mediante il sistema goccia a goccia. Il diametro del tubicino ci darà un'idea della potenza che potrà sprigionare la pompa e quindi fugherà ogni dubbio sul fatto che possa o meno essere adatta ad un orto di dimensioni maggiori.

Quando il tubicino è molto sottile, con un diametro inferiore ai 0,4 millimetri, avremo la conferma che la mini pompa solare funzionerà bene solo un orticello o un piccolo giardino, visto che per raggiungere i punti più distanti in campo aperto, necessiteremo di una pressione maggiore, cosa che un tubo di quella misura rende molto difficile.

Un parametro importante per sondarne la qualità, è quello della prevalenza della pompa solare, che indicherà sino a che altezza l'oggetto riuscirà a sollevare l'acqua verso l'alto, prelevandola da una cisterna.

Una volta inserite le pile all'interno dell'apposito vano si accenderà una lucina, a conferma della correttezza dei collegamenti. Per verificare se anche il meccanismo di fuoriuscita dell'acqua funziona, sarà sufficiente posizionare la levetta del timer sulla modalità "manuale" e attendere di ascoltare dei suoni, sintomo che qualcosa si sia attivato.

Si ricorda come nei timer, in genere, vi sono 2 manopole, una che indica l'intervallo di tempo in cui far attivare l'irrigazione e l'altra che indica quanto tempo deve durare l'operazione di irrorazione. In alcuni modelli, anzichè il parametro sulla durata, viene riportato quello sulla portata d'acqua, ovvero sulla quantità d'acqua da erogare per ogni sessione.

E' possibile riuscire a far bere tutte le piante del balcone con 2 piccole batterie ? E' questa la sfida di ogni pompa solare che si rispetti.

Il test va fatto sul campo, operando i giusti collegamenti e vedendo se tutto funziona bene. Andrà posizionato il tubino in entrata, ovvero quello che andrà a "pescare" dal serbatoio dell'acqua piovana, nella sezione della pompa dove viene scritto "in", e il tubino in uscita, quello che porterà la risorsa idrica verso le nostre piante, nella parte della pompa dove viene scritto "out".

La pompetta per bagnare le piante è un po' rumorosa, ma dovendo funzionare all'esterno e per lo più quando noi non ci siamo, questo non può rappresentare un vero problema. Nei test che abbiamo effettuato, abbiamo sperimentato se riuscisse a lavorare entro i limiti della prevalenza segnati sulla confezione e con grande soddisfazione possiamo affermare che sono risultati abbastanza veritieri.
Il range di prevalenza di un oggetto di questo tipo varia di solito tra i 2 ed i 5 metri. Questo significa che se la cisterna è posizionata al piano terra e intendiamo annaffiare dei fiori posti al primo piano, dovremmo riuscire senza troppa fatica.

Si precisa però che se necessitare di una pompa per irrigare un campo dovete cercare altro e non pensare di coprire un terreno anche solo di 20 metri quadri con un dispositivo così limitato. In questi casi la presenza di corrente elettrica risulterà fondamentale, per garantire il funzionamento di elettropompe centrifughe autoadescanti, specifiche per sollevare acqua da pozzetti o cisterne, caratterizzate da una prevalenza e prestazioni ben maggiori.

Le pompe sommerse per pozzi ed elettropompe sommergibili autoadescanti ideate per questo scopo hanno di solito un'alta prevalenza, che arriva anche a 20 metri, mentre quelle da laghetto e fontanelle saranno una via di mezzo, non necessitando di prelevare l'acqua troppo lontanta, ma di una forza adeguata che ne permetta il ricircolo. Non è un caso che i modelli con più cavalli e le elettropompe con una prevalenza elevata avranno anche prezzi di vendita maggiori.

Scritto da Demshop

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